Alghero,
L’Alguer in catalano, è ancora chiamata ogni tanto
dai suoi abitanti Barceloneta, come probabilmente la chiamarono
nel ‘300 i primi catalani che le diedero una forte impronta
tutt’ora ben presente nella lingua, nella musica, nelle
feste, ma anche nell’architettura della città.
La
fondazione del borgo avvenne intorno al 1100 d.C per opera dei
genovesi., che, probabilmente, riassettarono e fortificarono
un aggregato già esistente. 
Nel territorio di Alghero, tuttavia, sono evidenti i segni di
un antropizzazione che ha le sue origini nella preistoria: addirittura
risalenti al Neolitico antico le tracce nella grotta Verde ai
piedi delle impressionanti rocce di Capo Caccia; del terzo millennio
a.C. le tombe della Necropoli di Anghelu Ruju, il più
vasto cimitero preistorico della Sardegna; segni della civiltà
Nuragica sarda, infine, con il villaggio nuragico di Palmavera,
ottimamente conservato a poche centinaia di metri dalla spiaggia
del Lazzaretto.
La presenza romana è oggi testimoniata dai resti della
villa costiera di sant’Imberia e dai tredici archi del
Ponte Romano sullo stagno del Calik, presso Fertilia. Rovine
di un passato in cui Alghero e il suo territorio erano già
meta privilegiata di villeggiatura.
Il centro storico di Alghero, con la sua pianta medievale fatta
di strette vie irregolari, è un grande museo all’aperto,
impreziosito da monumenti di eccezionale valore artistico, dalle
sei grandi Torri spagnole e la cinta muraria, alle chiese, la
Cattedrale, la chiesa di N.S. della Misericordia e lo splendido
complesso romanico-gotico di San Francesco. 
Passeggiare
al centro storico di Alghero, fra i negozi di artigianato, i
ristoranti tipici, le gelaterie e i tanti locali notturni è
un’emozione per i sensi a tutte le ore del giorno e della
sera.
L’enogastronomia di Alghero e di tutto il nord ovest della
Sardegna è espressione della ricca storia del territorio,
storia di integrazione più che di dominazione, esaltata
nei variegati gusti della cucina di mare come di quella di terra
tipica della Sardegna e nel carattere di vini apprezzati in
tutto il mondo.
Se
solo per la cultura e la storia, Alghero merita una visita accurata,
dal punto di vista naturalistico, il suo territorio è,
se possibile, ancora più ricco. A partire dalle pareti
calcaree a picco sul mare di Capo Caccia con le Grotte di Nettuno,
una meraviglia geologica che stupisce, affascina e lascia un
ricordo indelebile a chi abbia avuto l'opportunità di
visitarla.
Nei 20 km che separano la città da Capo Caccia si ritrova
quanto di più eccezionale la natura possa racchiudere
sia per terra che per mare: da un lato con le verdi colline
di macchia mediterranea popolate da daini, cervi, cavallini
sardi, mufloni e cinghiali, ma anche dai mitici avvoltoi grifoni,
dall’altro con golfi, insenature e spiagge dalle acque
trasparenti e fondali marini ricchi di coralli.
Le
spiagge della costa di Alghero, tutte riparate dalle correnti
dominanti di nord-ovest, offrono ai visitatori scenari e esperienze
di vario tipo, la sabbia bianchissima e i riflessi delle acque
trasparenti sono il comune denominatore che accompagna l’allegria
delle spiagge del Lido e delle Bombarde (le più affollate
di giovani), le passeggiate e gli incontri sul lungo litorale
di Maria Pia, la tranquillità delle spiagge del Lazzaretto
e della Pineta Mugoni, oltre che delle numerose piccole cale
che si susseguono lungo la frastagliata linea di costa.